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LO SPORT NELLA PROVINCIA DI TRAPANI NEL XX SECOLO
a cura di Ignazio La Cavera
Al lettore Dopo la precedente ricerca dal titolo “Cenni storici
sullo sport d’Italia nel XX secolo”, apparsa sull'organo
sportivo CONI-NEWS, (nn.7-8-9 e 10 del 1998), nell’intendimento
di dare un ulteriore contributo culturale alla collettività
sportiva trapanese, particolarmente alle nuove generazioni, mi
sembra opportuno offrire anche un’idea sul nostro sport, sui
principali avvenimenti sportivi, sulle iniziative agonistiche
realizzate, nello stesso arco di tempo, sui protagonisti più
prestigiosi e, soprattutto, sul ruolo esercitato dallo sport
medesimo a favore della crescita civile e umana della nostra
società nei cent’anni trascorsi.
Il sintetico “revival” predisposto, che richiama alcune
testimonianze riportate su un mio libro-diario sullo sport
trapanese nel XX secolo, viene presentato in coincidenza della
celebrazione del Giubileo dell’anno Domini 2000.
La lieta circostanza, infatti, è un’inconsueta occasione
offertami per poter ribadire come molti valori sociali e umani
insiti nello sport collimino perfettamente con molte delle
finalità universalmente perseguite dalla Chiesa Cattolica.
L’amicizia, la fratellanza, la solidarietà, il rispetto degli
altri, il fair-play, il rifiuto del razzismo, la capacità di
porsi al di sopra di concezioni politiche o religiose diverse,
costituiscono l’essenza dello sport di decubertiana memoria.
Questi valori che i pionieri dello sport della nostra provincia
seppero intraprendere nella loro purezza, condivisi, peraltro,
dalle generazioni successive, non dovrebbero essere dimenticati
o dispersi.
Me lo auguro sinceramente e spero di poter raccogliere il Vostro
gradito consenso.
Prof. Ignazio La Cavera
DAI PRIMI ANNI AL VENTENNIO
Nella nostra provincia, fortemente ancorata al passato e alle
vecchie tradizioni, con uno sviluppo socio-economico precario e
un livello di cultura generalmente basso, indisponibilità di
impianti e difficoltà di ordine finanziario, hanno rallentato
l’espandersi dello sport. All’inizio del secolo, per effetto di
significativi fermenti sociali di progresso e di novità
registrati soprattutto tra le classi più popolari del trapanese,
cominciarono ad essere praticate, a livello amatoriale e
successivamente agonistico, alcune attività sportive come il
calcio, il podismo, il ciclismo, le corse dei cavalli.
Richiamarono, via via più numerosi molti esuberanti giovani i
quali, grazie alle naturali doti fisico-atletiche, all’impegno
che profusero, ai sacrifici che affrontarono per la gloria di
confrontarsi fra loro, e per il fascino della competizione,
conseguirono risultati che, all’epoca, potevano essere risultati
esaltanti.
Di quei nascenti sport popolari e di altri nobili come la
scherma, ci parla con lucida memoria ed immutata passione ancora
giovanile, l’illustre avvocato Giacomo Pappalardo, vecchia e
bella figura di sportivo trapanese, purtroppo scomparso, in un
suo applaudito saggio, presentato al Panathlon di Trapani la
sera del 18/3/1966.
Dell’avvincente cavalcata sullo sport dell’epoca, ricca di
personali ricordi, emergono simpatici personaggi, atleti e
dirigenti, dei quali probabilmente non sarebbero rimaste tracce.
Abbiamo fatto tesoro del pregiato lavoro con un grato pensiero
per l’autore che ci ha consentito rilevare quanto mai
accidentato sia stato il terreno che la ferrea volontà di pochi
ma tenaci pionieri seppe spianare lentamente e quante
incertezze, delusioni miste a gioie, furono riservate a coloro
che per primi, praticarono e propagandarono lo sport nella
nostra provincia.
Nell’appassionante descrizione riappaiono le figure del barone
Turi di S. Malato e del figlio Athos, mitici spadaccini che,
anche all’estero, tennero alto il prestigio della scherma
italiana , del primo: maestro militare di scherma Vaka e della
prima sala d’armi civile del maestro Marini, frequentata dai
giovani trapanesi Barresi, Curatolo, Pappalardo e dal marchese
G.Platamone; quest’ultimo che si distingueva per vivacità,
intuito, bravura fu un apprezzato sportivo.
Ai sopra citati maestri non dispiaceva esibirsi nei teatri o
scendere in pedana per sostenere talvolta accademici, tal’altra
vibranti assalti, alla presenza dei loro allievi. Non era raro
assistere ad incontri tra genitori e figli.
Nella nascente Società Canottieri con sede in Ronciglio, i più
validi appassionati del remo furono Gaspare Burgarella e
Bartolomeo Augugliaro; quest’ultimo emergeva anche nel tiro a
segno.
Nelle prime gare nazionali di questo sport, organizzate a Roma,
presso il poligono della Farnesina, l’Augugliaro e l’altro
ottimo tiratore Agostino Burgarella Biaggini, diedero lustro
alla città di Trapani.
Il prof. Ugolino Montagna e Abele Mazarese, quest’ultimo
brillante calciatore, nonché fondista, si contesero il primato
circa la paternità dell’introduzione del calcio nella città
falcata, avvenuta attorno al 1905-1906. Nel 1907la prima società
calcistica fu l’U.S. Trapanese , presieduta dal marchese Plamone,
con capitano Tonino Tosto e portiere Filippo Liparotti.
Frattanto sorgeva un altro club agonista, l’Erice, nel quale
giocavano il giovane Sperti come capitano e Giovanni Mineo come
portiere.
Queste due società primogenite, in occasione del 50°
Anniversario dello sbarco di Garibaldi a Marsala, vennero
invitate dal comitato promotore per sostenere un incontro
dimostrativo di calcio, disputato nella zona del porto per
mancanza di un altro più idoneo spazio di gioco.
Alcuni dei prima citati atleti, si distinguevano anche nelle
prime corse podistiche organizzate in città o nelle vicinanze.
Abele Mazarese, Ettore Voka, Dalmazio Sperti, Giuseppe Alfieri
furono i più popolari e i più applauditi corridori di fondo.
Sull’onda dell’entusiasmo altrove suscitato dalle prime corse
ciclistiche, organizzate dalla Gazzetta dello Sport e dai
campioni dell’epoca, anche a Trapani affiorarono i primi
fermenti per la bicicletta e per le corse. Nel 1909 venne
organizzata dall’U.S. Trapanese la prima gara ciclistica sul
percorso Trapani- Vita- Salemi- Marsala. Tra i pochi iscritti,
in gran parte palermitani, figuravano i locali Ignazio Lamia e
Salvatore Termini; Al traguardo d’arrivo, collocato a Porta
Nuova, Marsala, giunsero solo n.8 corridori, tra i quali i due
trapanesi, classificati 7° e 8° posto (leggasi ultimo e
penultimo), con immensa delusione per i loro amici portatisi a
Marsala per applaudire la loro impresa.
Anche a Marsala la smania per la bici diviene di moda; rientra
tra l’esternazione dell’epoca per l’art noveau d’ispirazione
inglese.
Il veloce club velocipedistico sorto in quegli anni, presieduto
da J Woodhouse jr, era una di quelle esternazioni moderniste.
Tra i più ferventi corridori che vi militavano, facevano spicco
Cappitelli, Bertolini, N.La Cavera , Brown .
Gli spessi discendenti d’Albione, che nei loro colleges avevano
appreso il calcio, trasferitisi a Marsala per il commercio del
vino, nei loro bagli, fornivano conoscenze tecniche sul gioco
del pallone ai loro impiegati e operai; insegnarono ai neofiti
l’arte dei primi calci e crearono il Marsala F.C.- Foot ball con
presidente Enrico Clark.
Va fatto risalire al 7 gennaio 1912 il primo incontro amichevole
tra i cugini trapanesi e marsalesi, vinto dai primi per 4 a 1.
Per l’U.S. trapanese giocarono: Carignani, Piazza, Giulio e
Giuseppe Messina, Jara, Baudo, Benedetto e Giacomo Pappalardo,
Ronco, Mazarese; per la Liljbeum Marsala scesero in campo:
Curatolo 1°, Ippolito, Cappitelli, Trith, Woodhouse e Wood (
trio inglese), N.La Cavera, Ettore, Bertolino, Di Stefano e
Curatolo 2°.
La scarsa disponibilità di documenti esistenti, non ci consente,
purtroppo, di ricordare altri personaggi dello sport di allora,
magari di rilievo, i quali , per il lungo tempo passato sono
immeritatamente caduti nell’oblio unitamente alle loro imprese.
Ce ne rammarichiamo sinceramente.
La prima guerra mondiale richiamò i giovani d’allora a ben altri
doveri. Al suo termine, con la ripresa delle attività sportive
emergono nuove figure di atleti, nuovi dirigenti, nuove società
sportive.
Il ventennio fascista fu un momento in cui molta attenzione
venne riservata allo sport e alla gioventù.
La “CARTA DELLE SPORT”, proclamata il 30/12/1928, stabiliva
compiti e rapporti tra enti preposti all’attività ginnica e
sportiva della gioventù. Sotto egida delle organizzazioni del
regime :O.N.B. (Opera Nazionale Balilla), trasformata più tardi
i G.I.L. (Gioventù Italiana Littorio), fasci giovanili di
combattimento (F.G.C.), gruppi universitari fascisti (G.U.F.),
Dopolavoro, successivamente trasformato in E.N.A.L. (Ente
Nazionale Assistenza Lavoratori) e dalle singole federazioni
controllate dal CONI, vengono organizzati e disputati campionati
per tutte le età e per tutte le categorie : criterium, saggi
ginnico sportivi, leve, ludi, agonali, gran premi, selezioni,
concorsi ginnici, campi Dux, raduni nazionali per dopolavoristi,
pre littoriali, littoriali dello sport per studenti
universitari, stage di allenamento, raduni di selezione etc.. E’
un fervore martellante di iniziative ginniche e sportive che
coinvolgono tutti i giovani.
Nonostante la scarsezza di impianti e di specifiche attrezzature
molti si impegnano generosamente, e con grande volontà e
passione ottengono ottime prestazione che inorgogliscono sia i
dirigenti delle varie organizzazioni che le masse sportive.
Per verità storica va però evidenziato che, prima della
proclamazione della CARTA DELLO SPORT, attività di antiche
tradizioni , come il calcio, le corse dei cavalli, il podismo,
il ciclismo, la scherma, riuscivano a suscitare interesse e
passione anche in vasti strati sociali .
Nel calcio, vecchio e popolare sport, la città falcata,
primogenita in provincia, e Marsala, memore delle esperienze
calcistiche vissute al tempo dei maestri inglesi ritornavano a
confrontarsi in sempre più vivaci derby, finalizzati alla
conquista della supremazia calcistica, così come avveniva in
ogni altro settore sociale, economico e culturale.
Incontri talvolta vittoriosi furono svolti dalle squadre dei due
più importanti centri della provincia, contro le più forti
rappresentative siciliane dell’epoca o contro rappresentative
straniere di navi in transito dai due porti. Più tardi
l’attività fu svolta nell’ambito delle iniziative patrocinate
dalla F.I.G.C. .
Il ciclismo negli anni 1920/1925, visse uno dei suoi più magici
e irrepetibili momenti. Francesco Barbalonga , idolo dei
trapanesi e il marsalese Emanuele Calj’, suo degno emulo, con
prestigiose vittorie conquistate in Sicilia e altrove,
riscuotono simpatia e ammirazione nel mondo del pedale.
Per la loro popolarità e i notevoli meriti ciclistici riescono a
partecipare con il supporto economico di private sottoscrizioni,
al XXIII Giro d’Italia, il primo e a quello dell’anno successivo
E. Calj’ (1926).
Le buone affermazioni di entrambi faranno esultare di gioia i
loro rispettivi sostenitori dell’impresa ciclistica.
Nell’automobilismo siciliano dell’epoca, la cui massima
espressione era la Targa Florio, il Duca Salvatore Curatolo di
Trapani, in coppia con S. La Luce, nel 1923 vince a
Caltanissetta la Coppa Nissena, ; più tardi Ciccio Santarelli,
ingegnoso meccanico con la passione delle corse è l’uomo nuovo
che con Toto Arena e Ciccio Minaudo, darà all’automobilismo
trapanese un nuovo impulso.
Le corse dei cavalli berberi o di cavalli montati da fantini,
che costituivano importanti occasioni di aggregazione sociale,
nel periodo sopracitato furono molto sentite; richiamarono
grandi folle di appassionati , particolarmente in occasione
delle feste del Patrono delle varie città.. Tra le più
prestigiose scuderie si distinguevano quelle dei fratelli
Tartamella di Trapani e dei Chirco di Marsala. I Chirco
allevarono “Bizzarro”, famoso e mai battuto cavallo,
protagonista delle imprese più inverosimili; l’immaginario
popolare ne fece un mito e lo soprannominò “OCEDDRU”per
l’impareggiabile velocità di cui era dotato. Di quel fascinoso
mondo dei cavalli, degli episodi talvolta eccessivi ,
deprecabili o ilari, che contraddistinsero quelle corse, è
rimasto soltanto……..
Nelle saltuarie manifestazioni di atletica leggera, organizzate
negli anni ’20 dalle società sportive esistenti (A.S. Trapani,
S.C. Club Vittoria, Vigor Trapani, SC Marsala, Savoia, Virtus,
U.S. Sibilla Marsala, Esperia Castelvetrano) , valorosi atleti
dalla naturale vocazione per la regina degli sport si
incontrarono, con grande spirito agonistico per il gusto della
vittoria . Epiche furono le gare disputate tra trapanesi e
marsalesi . Emersero il fondista G. Tipa, il velocista V. Papa,
i fratelli Titta e Giuseppe Amilcare Oddo, tenace marciatore e
poliedrico atleta, il velocista mazarese Napoli, quello
marsalese Totò Spanò, V. Gentile di Castelvetrano (padre
dell’olimpionico Giuseppe Gentile), Santangelo; più tardi, tra
le leve più giovani emergono Mario Ritondo e Bartolomeo
Sorrentino, ottimi velocisti che fecero onore alla nostra
atletica leggera; e, poi L. Cardella , Giovanni Oddo, Gabriele
Todaro, Enrico Caruso, Simone Sanicola, splendido e generoso
fondista, G.Poma, R. Cernigliaro, G. Volpi, U Saura, G.
Bonfiglio, I. La Cavera, L.Salemi ed altri ancora.
Da evidenziare che nei primi anni venti, l’Atletica leggera, si
esprimeva nelle gare di podismo e di velocità. Solo
successivamente le attività atletiche vengono allargate ai salti
ed ai lanci.
Le sezioni del Tiro a segno di Trapani e Marsala realizzarono
un’intensa attività addestrativa ed agonistica. Nei poligoni di
tiro della Caserma Vittorio Emanuele di Trapani ed in quello di
Marsala, sito lungo il viale Piave, si prepararono brillanti
tiratori con il fucile e con la pistola.
Nel 1927, alla Gara Internazionale della Farnesina (Roma),
Marsala si afferma con la squadra di Oreste Sartorio;
l’Ammiraglio Bizzarri ed il rag. Pietro Torrente di Trapani, per
molti anni, evidenziano non comuni qualità di tiratori e
s’impongono nelle più significative gare regionali e nazionali
di Tiro a Segno.
Nella Scherma, sport di antiche tradizioni, come più volte
affermato, si mettono in luce Ravazza e Goffredo Adragna;
quest’ultimo, a Torino, conquista il titolo di Campione
Universitario di spada dell’anno 1925.
Marsala, con il tenente del bersaglieri Pasquale Palmeri non è
inferiore al capoluogo. Nello stesso 1925, l’ufficiale, nelle
gare organizzate dal Corpo d’Armata d’appartenenza conquista la
medaglia d’oro ed ai Campionati Nazionali Militari di Cremona si
assicura meritatamente il 1° posto nella classifica di Fioretto,
spada e sciabola. Ai Campionati siciliani, organizzati dalla
Federazione Nazionale guadagna il 3° posto nella finale di
sciabola.
Un popolare nuotatore mazarese si distingue nel nuoto veloce.
Nicolò Mandina, soprannominato “l’uomo dalle mille lire”, fu il
pioniere dello stile CRAWL nella nostra provincia. Con la sua
classe ed il suo notevole vigore atletico dominò in diverse
edizioni della Coppa Scarioni, disputate in Sicilia ed in
Campania.
Tra i delfini marsalesi di quel periodo da ricordare G. Rizza ed
il bersagliere Indelicato, sempre vittorioso, quest’ultimo,
nelle competizioni provinciali.
Tra il 1928 ed il 1931 un lievito particolare fermenta
nell’atletica leggera per merito dei fratelli Titta, Giuseppe e
Amilcare, e Giuseppe Oddo. La passione di questo trio di
impareggiabili pioniere per la regina degli Sport, delle cui
specialità studiano i metodi di allenamento, prima teoricamente,
poi praticamente e li fanno applicare ai numerosi giovani che
frequentano i loro laboratori all’aperto ( Campu Nozzu e strada
dei porci ), contribuisce a ingrossarne le file.
Giovanni è l’atleta naturalmente più dotato, particolarmente nei
salti; per le sue non comuni qualità, anche organizzative, viene
incaricato dirigente sportivo provinciale del tempo che oggi
equivarrebbe a presidente del CONI.
L’atletica leggera per diversi anni, sia per le sue ammirate
imprese atletiche, e per le particolari attenzioni che vi
dedica, vivrà il suo più magico momento. Il periodo tra il 1933
e il 1939 fu il più ricco di avvenimenti.
Nel 1934, Oddo, alfiere dello sport universitario siciliano,
conquista il titolo di littore per il salto triplo, che
riconferma nel 1937, anno in cui si classificherà anche al
3°posto nei campionati italiani assoluti. Ma altri giovani
atleti trapanesi lasciarono un ottimo ricordo su piste e pedane
siciliane, della Campania e del Paese.
Mario Ritondo, grande velocista, Nanai Cardella, ottimo
saltatore in lungo, che a Barcellona, in Spagna, in
rappresentanza dell’Università di Bologna, batterà il campione
di quella università, S.Sanicola, tenace fondista, saranno le
migliori espressioni dell’A.L. Trapanese.
Alla prestigiosa designazione ricevuta Oddo designerà le sue
migliori energie al fine dello sviluppo di ogni settore
sportivo.
La lotta Greco-Romana, e il pugilato, affidati a Nanai
Tortorici, avranno un notevole impulso.
Nella palestra Paolo Malanca, ma anche nei centri di periferia,
verranno preparati ottimo pugili come Impellizzeri, N. Abate,
Culcasi, Sorrentino e Li Calzi di Marsala e lottatori come
Giuseppe Mineo, Aristide Malato, E Basciano, Li Causi e Sipione
a Marsala. Impellizzeri diventerà il boxer di punta; Egli, dopo
aver vinto la selezione per la formazione della squdre azzurra
alle olimpiadi di Berlino verrà escluso per motivi di ...
meridionalità.
Giuseppe Mineo fu il migliore lottatore che, nel 1939, Milano
riuscì a classificarsi al 2° posto ai campionati italiani di 2^
Categoria.
Anche il pattinaggio artistico e su strada affidato pure a N.
Tortorici, non fu trascurato.
L’attività tennistica, dopo l’inaugurazione del Circolo del
Tennis di Trapani, avvenuta il 13 maggio 1928, venne continuata
in un secondo campo sorto nel 1934. Su tali campi, parecchi tra
i migliori giocatori italiani e stranieri, si esibirono in
interessanti incontri, nei quali, anche Giacomo Pappalardo,
alfiere del tennis trapanese, tenne alto il prestigio locale.
La ginnastica, particolarmente quella a corpo libero, o con
piccoli attrezzi, veniva praticata nell’ambito dell’O.N.B. e dei
dopolavoro.; caratterizzava i saggi ginnici scolastici di fine
anno e costituiva anche un importante parametro ai fini della
valutazione tecnica della squadre partecipanti ai concorsi
ginnico-sportivci che si svolgevano a Roma in occasione dei
campi dux o nei concorsi dopolavoristici nazionali.
Leali, ma accanite lotte venivano ingaggiate tra le squadre
trapanesi, con capo squadre G.Basciano e marsalesi, con capo
squadra G. Parisi; il premio per cui si competeva era il
conseguimento della posizione migliore nella classifica
nazionale.
Nel nuoto, sotto la guida tecnica dell’allenatore Letterio
Malambrj’,, venne approntata una forte squadra di delfini della
quale facevano parte i trapanesi M.Di Marco, U. Saura, L. Mineo,
L.Carpitella, Giovanni Calandro, M..Marrone, N.Cassata, E.
Uccellatore e V. Tartaro (Tuffi) e i marsalesi G. Coppola,
D.Mineo, E Rallo, A.Riti, G.Hoffstetter, E.Rizza, O. La Cavera.
Alcuni dei citati nuotatore, per diversi anni e per i risultati
agonistici e tecnici conseguiti, prevalsero in Sicilia ed
ottennero anche buone affermazioni in ogni parte d’Italia.
Le affermazioni di quei delfini, purtroppo non vennero mai più
ripetute.
Dopo la stasi determinata dalla scomparsa dalle scene
ciclistiche di F. Barbalonga e di Emanuele Calì, Pippo Basciano
ed Umberto Maisano un più razionale indirizzo organizzativo e
promozionale al mondo del pedale; nell’ambito della velo Trapani
il ciclismo riacquista una nuova efficienza. Anche i fratelli
Calj’ a Marsala si adoperano per il rilancio della popolare
attività sul solco delle tradizioni.
Emergono S. Gianguzzi, Navette, Fontana a Trapani, Sorrentino e
Ballatore a Marsala, Terranova a Mazara.
Le più belle manifestazioni sportive dei quegli anni non avevano
nulla da invidiare a quelle delle più grandi città dotate di
adeguate attrezzature e impianti. Vanno ricordate: I Campionati
regionali di nuoto (1934), svoltisi al porto di Trapani, che per
l’occasione, venne trasformato in piscina, sfarzosamente
illuminato per lo svolgimento delle gare notturno, nelle quali i
delfini locali conseguirono tante vittorie; Le due edizioni dei
“Ludi trapanesi” (5 giorni di gare, n.1000 atleti partecipanti
n.10 specialità previste); l’incontro di pugilato Trapani-Roma,
svoltosi alla villa Margherita, trasformata in arena; l’incontro
di atletica leggera Trapani-Palermo, per svolgere il quale il
campo di via Spalti venne trasformato e dotato di piste in
carbonella, pedane etc.; Campionati nazionali di lotta greco
romana (1938), che per l’ottima riuscita fruttarono l’anno dopo
la designazione di Trapani come sede di svolgimento
dell’incontro Italia-Ungheria, il cui esito organizzativo
tecnico e propagandistico fu clamoroso.
Altre importanti manifestazioni arricchirono, allora, i
programmi di sviluppo sportivo a favore della provincia.
Dalle corse ciclistiche disputate sulle strade provinciali, o in
quelle a circuito chiuso, sull’anello della via G.B. Fardella, a
Trapani, o al Capo Boeo a Marsala , alle gare di pattinaggio ,
di nuoto, di scherma, di basket, di pallanuoto, ai tuffi, alla
ginnastica artistica, fu un fiorire di attività che
significarono anche una formidabile lotta contro le difficoltà
derivanti dalle ridotte attrezzature disponibili.
La Palestra, unico vibrante giornale sportivo della provincia,
fondato e diretto da Giuseppe Amilcare Oddo, con i suoi
magnifici articoli, infervorò le coscienze della gioventù, e
propugnò la bellezza dello sport. Furono tanti i giovani che,
sotto la spinta emotiva prodotta dall’indimenticato foglio rosa
, si avvicinarono alle attività sportive.
La provincia non fu meno del capoluogo con i suoi ottimi
dirigenti responsabili, Peppino Marino e Giuseppe Parisi, furono
i migliori a Marsala . Il primo grande animatore di tutte le
attività ginnico sportive, per l’impegno profuso con tenace
volontà di vecchio alpino, rimane tuttora nella memoria
popolare; Parisi, già punto di forza della prima generazione
dello sport club di Marsala ,successivamente apprezzato e
dinamico dirigente dello stesso sodalizio, fu anche un pilastro
dell’ENAL (dopolavoro), influente struttura socio politica
dell’epoca.
Anche alcuni ex atleti parteciparono attivamente per il
potenziamento di talune attività sportive: Totò Spanò per il
calcio, Bartolomeo Sorrentino per l’atletica leggera e la
pallacanestro, i fratelli Caly per lo sport del pedale, Pietro
Lombardo, maestro autodidatta di scherma, Ernesto Ievolella, per
la boxe, Osvaldo La Cavera per la pallacanestro femminile e il
nuoto. Altri ancora diedero il loro importante contributo favore
dello sport.
Mazara, Castelvetrano, Alcamo, si distinsero per la volenterosa
operatività nei settori più vari, compatibilmente alle strutture
disponibili. Purtroppo , travolto da eventi passati della
storia, il nostro Paese nel 2140, piomberà ancora, e per 5
terribili anni, nella follia della guerra che tante tragedie
porterà agli italiani; più grave tra tutte la scomparsa della
più bella gioventù eroicamente immolatasi sui campi di battaglia
nell’adempimento del dovere.
La disastrosa conclusione lascerà a brandelli anche la nostra
provincia.
LO SPORT POST BELLICO
Cessate le vicende belliche della seconda guerra mondiale, che
avevano provato duramente il paese e la provincia di Trapani,
nel 2145, rinasce una nuova libera coscienza libera nazionale
con connotazioni autentiche democratiche.
Si ridesta nei giovani il naturale anelito per lo sport e per la
competizione con un nuovo spirito di amicizia e di solidarietà.
Onde assicurare la ripresa della pratica sportiva vengono
riorganizzate vecchie società sportive, sorgono nuovi sodalizi
dilettantistici in sostituzione delle cessate istituzioni create
dal regime fascista.
I nuovi centri di aggregazione divengono le nuove strutture ove
l’esercizio dello sport è tra le attività più richieste. Il
libero associazionismo in sintesi riuscirà ad interessare e a
coagulare gli interessi non soltanto dei giovani ma anche di
altri cittadini che desiderano fare sport o altre attività per
l’impegno del tempo libero. Purtroppo la scuola stenterà a
garantire pienamente l’avviamento dei ragazzi allo sport e a
trovare il modulo adatto alle loro esigenze ed ai loro desideri.
Il graduale avvio degli studenti alla pratica sportiva, il
cosiddetto “Sport della scuola”, avverrà dapprima nell’ambito
dei “Gruppi Sportivi Scolastici”, costituiti negli anni
cinquanta in poi, successivamente, con l’istituzione dei “
Giochi della Gioventù”, sulla base di accordi tra CONI e
Ministero della P.I. risalenti al 1968.
L’innovazione riscuoterà favore ed entusiasmo anche nelle
famiglie che cominceranno a rendersi conto della necessità e
dell’utilità formativa ed educativa dello sport nella scuola.
L’importante iniziativa sarà l’occasione per fare socializzare
più compiutamente i giovani, per are gruppo, soddisfare quella
loro profonda esigenza d’amicizia. Per favorire il proselitismo
sportivo tra i giovani sarà anche opportuno creare altre
strutture di supporto alla scuola, al CONI, alle varie
Federazioni. Tali progetti verranno gradualmente realizzati su
tutto il territorio nazionale, compresa la nostra provincia.
Sorgono, così, e si affermano i vari Enti di Promozione
Sportiva, organismi collaterali ai diversi partiti politici, i
quali, pur nell’ottica delle istituzioni che li hanno generati,
perseguiranno programmi utili alla crescita della società civile
e del movimento sportivo. I maggiori di questi enti sono:
A.I.C.S. – Associazione Italiana Cultura e Sport;
A.C.S.I. – Associazione Enti Sportivi Italiani;
C.N.S. FIAMMA – Centro Nazionale Sportivo Fiamma;
C.N.S. LIBERTAS – Centro Nazionale Sportivo Libertas;
C.S.I. – Centro Sportivo Italiano;
E.N.D.A.S. – Ente Nazionale Democratico di Azione Sociale;
P.G.S. – Polisportive Giovanili Salesiane;
U.I.S.P. – Unione Nazionale Sport Popolare;
U.S. ACLI – Unione Sportiva Associazione Cattolica Lavoratori
Italiani;
C.E.S.N. – Centro Educativo Sportivo Nazionale.
Per potere promuovere attività motorie, ludiche e di graduale
avviamento allo sport dei ragazzi di età compresa tra i 6 e i 14
anni, nel rispetto della loro realtà evolutiva, il CONI
istituirà i “Centri Coni”, “Centri Olimpia” e i “Centri di
avviamento allo sport”, strutture affidate agli Enti Locali,
alla scuola e alle società sportive.
Le attività previste nei rispettivi programmi saranno mirate
alla formazione fisica di base, alla polisportività ed
escluderanno una nociva precoce selezione. Attraverso un
razionale percorso, l’allievo, gradualmente, dalle più semplici
attività potrà passare ad attività più impegnative di carattere
presportivo e sportivo. A livello agonistico il rinnovamento
dello “Sport nazionale” sarà riservato al CONI, alle
Federazioni, al CUSI (Centro Universitario Sportivo Italiano),
alle Forze Armate.
Queste istituzioni predisporranno, con le loro strutture,
programmi agonistici e di specializzazione, campionati, incontri
e cureranno la partecipazione azzurra ai grandi appuntamenti
nazionali ed internazionali.
Gran parte di ciò che è stato realizzato nel Paese a favore
dello sport, dopo il secondo conflitto mondiale, non poteva non
coinvolgere e riflettersi sul nostro territorio. L’intelligente
opera e impulso dati al movimento sportivo di frontiera dalla
classe dirigente trapanese hanno agevolato la ripresa
dell’interrotto cammino nel settore sportivo, pochi decenni sono
stati sufficienti per allinearsi ai più evoluti centri
dell’Isola, sulla scia di antiche tradizioni.
Giacomo Basciano, Presidente provinciale del CONI per oltre
trent’anni, Isidoro Costantino, Coordinatore di E.F.S. al
Provveditorato agli Studi di Trapani, indimenticate, popolari,
carismatiche figure di autentici sportivi, furono punti di
riferimento insostituibili nel mondo dello sport trapanese.
Con umanità, passione, competenza, contribuirono alla
sorprendente crescita del settore: Nei rispettivi ruoli, si
prodigarono incessantemente per ricreare un efficiente tessuto
associativo e organizzativo idoneo alla realizzazione d’ogni
attività nell’ambito sociale e scolastico e per promuovere
iniziative d’ogni genere ai fini dello sviluppo e del
potenziamento dello sport ad ogni livello.
Tra i momenti più esaltanti vanno ricordati le circa n. 30
edizioni dei Campionati Studenteschi di atletica leggera
disputate sulle piste del Campo scuola di Trapani, le importanti
manifestazioni promosse dall’ENAL Trapani, il Trofeo Sicilia, la
cui ultima edizione venne ospitata a Marsala, dal 12 al 22
maggio 1997, con la partecipazione di oltre n. 1000 atleti
studenti ai quali, la città Lilibetana seppe dimostrare una
maturità sportiva e civile di altissimo livello: i Giochi della
Gioventù, sempre organizzati a Trapani, ad eccezione degli anni
1995 e 1996 che videro la loro splendida realizzazione a Marsala
in due indimenticabili edizioni.
L’impegno del CONI e dei suoi dirigenti, vecchi e nuovi, della
Scuola, delle Federazioni sportive, degli Enti di Promozione
sportiva, la maggiore attenzione rivolta allo sport da parte
della Regione Siciliana e dagli Enti Locali, la realizzazione di
stadi, palazzetti, palestre e lo stimolo di Enti di servizio,
come il Panathlon, l’importante ruolo di propaganda e di stimolo
della Stampa locale e del periodico di sport e cultura
CONI-NEWS, del Comitato provinciale di Trapani, nato negli anni
novanta per volontà dell’attuale presidente Salvatore Castelli,
hanno permesso allo sport trapanese di raggiungere elevati
livelli.
Il cammino, spesso, è stato irto di difficoltà. Alcuni sport,
per particolari situazioni o per grosse difficoltà incontrate, o
perché passati di moda, sono quasi scomparsi o si sono
trasformati; altri, prima sconosciuti, si sono rapidamente
diffusi per l’interesse suscitato nei giovani.
Tra i più patetici, ma anche fondamentali momenti del
dopoguerra, va ricordato il grande fervore con cui vennero
affrontate le prime iniziative per la pratica dell’atletica
leggera, settore nel quale, come abbiamo già sottolineato, la
provincia, nell’anteguerra, aveva scritto belle pagine.
Verso gli anni 1950 vengono fondate a Trapani la S.S. Enrico
Caruso (promotore l’ex campione di salto in lungo Nanai
Cardella) e, subito dopo, l’Atletica e l’ENAL Trapani; queste
due ultime per volere del prof. Vincenzo Basciano e dell’allora
direttore dell’ENAL, cav. Giacomo Basciano. In entrambi i due
sodalizi, il prof. Enzo Basciano, tecnico di grande valore per
la specifica cultura, compie notevoli apprezzati sforzi per il
rilancio della francescana disciplina. Riesce a plasmare ottimi
atleti come Saverio Catania, Nenè Piacentino, il triplista
Tartamella Luciano, i lunghisti La Torre e Dragotta, il fondista
Pecorella, i velocisti Ingrassia e Marini, le brave saltatrici
Angelina Augugliaro, Ina Nolfo, Laura Naso e tanti altri ancora.
Su tutta la nuova elite dell’atletica del dopoguerra svettano
Vittorio Guarnotta, Roberto Bonventre, Oscar Tipa, P. Rallo,
rispettivamente nel salto in alto, nella velocità pura e nel
salto in lungo.
Anche a Marsala, nel Gruppo Sportivo A. Damiani dell’ Agrario il
prof. Ignazio La Cavera, con appassionato impegno, si prodiga
per rilanciare l’atletica e per mettere sulle piste campioni
così come a Mazara il prof. Aldo Saffiotti è tenace ispiratore
di fondisti.
I fratelli Andrea e Vito Conticelli, dal 1965 in poi, imprimono
anch’Essi una forte spinta all’atletica leggera. Per n. 16
edizioni riescono a vincere i campionati nazionali ACLI, con
pregevoli atleti come A. Angileri (alto), M. Barraco e
Castronovo (velocisti), S. Curatolo (lungo), A. Lombardo
(ostacoli) ed altri.
Non meno lodevole e apprezzabile, nel corso dei decenni,
l’efficace opera di altri sodalizi (Atletica Alcamo, Atletica
Mazara, la 5 Torri Trapani). Anche in queste società si sono
formati nuovi campioni che hanno conseguito apprezzabili
risultati.
Il mazarese Francesco Ingargiola, oggi appartenente alle Fiamme
Gialle di Roma, con i clamorosi successi internazionali nel
fondo e nella maratona ha sicuramente onorato l’Italia ed il
paese natio.
Tutt’ora, Egli, è una colonna portante dell’atletica delle Forse
Armate che guarda con speranza e fiducia alle Olimpiadi di
Sidney.
Il pugilato, per la sua spettacolarità talvolta drammatica ed il
valore di magnifici pugili fioriti negli anni 50 e 60,
riconquistò la simpatia delle nostre platee. L’impulso e
l’entusiasmo profusi da due ex boxer dell’anteguerra, Pino Le
Calze ed Enrico Parrinello di Marsala, furono determinanti per
laureare numerosi campioni. Particolarmente con Parrinello,
all’epoca responsabile regionale della F.P.I., la boxe siciliana
e, soprattutto, quella Liljbetana, ebbero un grande impulso
organizzativo, tecnico ed agonistico. Nel 1959, da Frosinone, la
TV trasmise l’incontro pugilistico, valevole per titolo di
campione d’Italia, tra il Veneto e la Sicilia, della cui
rappresentativa facevano parte ben 5 boxer Marsalesi. L’incontro
finì a punteggio pari, ma la vittoria venne assegnata al Veneto
per “preferenza”.
Giovanni Girgenti, più volte campione d’Italia, vice campione
d’Europa nel 1963, olimpionico a Mosca nel 1964, con le sue
straordinarie imprese, fu l’esponente più qualificato del
periodo d’oro.
Attorno ebbe altri grandi campioni di scuola marsalese, come
Vito Gavazza, Rosolia, Cascio, i fratelli Castelli, Minardi,
Putaggio, Morana, Montalto, i quali, pur senza avere conseguito
corone nazionali, onorarono il pugilato.
Numerosi altri pugili della provincia negli anni seguenti
conquistarono altri titoli; si distinsero soprattutto quelli
provenienti dalle società pugilistiche di Castelvetrano e
Campobello di Mazara.
A cavallo fra gli anni 50 e 60, la Parrocchia dei Padri
Rosminiani diviene il punto di riferimento dei giovani trapanasi
ed ericini.
Lì ha inizio la grande avventura del basket trapanese.
I fratelli Peppe e Roald Vento, Giovanni Crimi, Enzo Crapanzano,
Nino Fodale, Ignazio Voi, Carlo Lungaro, Mimmo Ruggirello,
Giovanni Guitta, Roberto Naso, Salvatore Castelli (oggi
Presidente del Comitato provinciale CONI di Trapani) e tanti
altri giovani innamoratisi della pallacanestro, rimasti
imbattuti per circa due anni su tutti i campi dell'Italia
meridionale, vincono tre campionati consecutivamente e poi, dopo
una esaltante stagione di "B" conquistano per la prima volta
nella storia del basket siciliano, la serie A2.
Trapani è una città letteralmente impazzita per le gesta di
questi straordinari atleti e, ancora oggi, rimane nella memoria
un incontro fra la Splugen di Gorizia (serie A1) e la Rosmini
Erice, disputato nella splendida cornice della Villa Margherita
a Trapani, valevole per la semifinale nazionale di Coppa Italia,
a cui la squadra trapanese era pervenuta dopo aver superato le
fasi di qualificazione interregionale.
Il risultato finale era scontato, ma migliai di neofiti di
questo sport hanno potuto godere di un spettacolo
indimenticabile.
Gli ospiti, come si conviene alle squadre di rango, non hanno
preso la partita sotto gamba e si sono presentati al gran
completo, con i nazionali Bufalini, Merlati, Medeot e con lo
spettacolare straniero Ubirathan.
Il ciclo storico della Rosmini si conclude dopo qualche anno, ma
il gruppo storico, guidato dal leggendario atleta Peppe Vento
(che con la sua classe insuperabile concorrerà pure alla
promozione in serie A del Palermo e del Marsala), continuerà a
far parlare di sé per qualche decennio, prima con l'Unione
Sportiva Trapanese e poi con l'Edera Trapani.
Il ciclo storico del grande basket trapanese riprende agli inizi
degli anni ottanta, quando i fratelli Vento avvicinano alla
pallacanestro il Dr. Vincenzo Garraffa, a quel tempo impegnato
nelle corse automobilistiche.
L'Edera si trasforma in Pallacanestro Trapani e riprende uno
splendido percorso che porterà la provincia di Trapani ai
vertici del basket nazionale.
Prima con la A2 e subito dopo con la A1, i trapanasi e la
Sicilia intera vivono momenti esaltanti, con il Palagranata
(unico impianto sportivo del meridione realizzato da privati)
sempre stracolmo di tifosi provenienti da ogni angolo
dell'isola.
Sulla scia dei successi della Pallacanestro Trapani, altre
società della provincia riescono a portare le loro squadre, sia
maschili che femminili, nelle più prestigiose serie.
Trapani, Marsala ed Alcamo, sapranno esprimere formazioni di
alta qualità tecnica che, sui blasonati campi italiani e
stranieri, vivranno entusiasmanti affermazioni.
La prevalente presenza di atleti locali sarà il frutto di un
appassionato lavoro di preparazione svolto dai tecnici di queste
società.
Alberto Cardella, massimo esponente federale in provincia, per
cinquant'anni ha dato l'anima per questo sport e si deve
principalmente a lui lo sviluppo del basket femminile.
Peppe Vento, atleta longevo, ancora oggi offre la sua preziosa
opera di proselitismo conlo sguardo rivolto a nuovi traguardi da
raggiungere.
Il marsalese Vito Grillo, scopritore di talenti, anch'egli da
oltre trent'anni sulla breccia.
Il professore Lino Scalzo ad Alcamo e tanti altri appassionati
cestofili di ieri ed oggi, costituiscono i pilastri di questo
sport per il quale la nostra terra ha particolarmente vocazione.
Dalla popolare cronoscalata mont’Erice, giunta alla 42°
edizione, alla 12 ore notturna di Campobello di Mazara, alla
salita del monte Bonifacio alle più moderne corse in Kart di
Kinisia, gli appassionati dell’automobilismo trapanese, sul
solco delle tradizioni, hanno espresso competizioni
d’apprezzabile livello tecnico ed organizzativo che hanno
richiamato nelle “terre d’occidente” piloti di fama nazionale.
Nel pattinaggio i sodalizi del capoluogo hanno rilanciato il
settore nel quale, fin dagli anni trenta, l’attività curata da
Nanai Tortorici, raggiunse obiettivi e primati d’avanguardia. In
questo sport del pattino è sorto un grande movimento che ha
prodotto autentici campioni, sia tra i ragazzi che tra le
ragazze. Le molteplici affermazioni ed i primati europei e
mondiali ottenuti da bravissimi pattinatori, allievi degli
infaticabili Salvatore Di Stefano e Roberto Stabile, entrambi ex
campioni di rotellismo di valore nazionale., oggi allenatori
internazionali, attestano un recente passato nel quale Anna
Maria Margagliotti, campionessa mondiale e medaglia CONI al
Valore Atletico, è l’espressione più alta.
Negli sport marinari, canottaggio, canoa e vela, sono stati
raggiunti e, ancora recentemente ripetuti, risultati di grande
prestigio in competizioni nazionali, europee, mondiali. Spesso
le vele Liljbetane hanno solcato vittoriosamente i mari del
mondo ed alcuni atleti sono stati, più volte, campioni d’Italia
e d’Europa. I canoisti M.Lombardo, Rizzo, Papavero, Anselmi, i
canottieri Lamia e Volpe, i velisti Alessandro e Marcello
Attinà, M. Noto, A. Rallo, F. Spanò, G. e M. Alagna, F.
Parrinello, L. Anca e G. Buffa, tutti della Canottieri Marsala,
con le loro innumerevoli vittorie hanno saputo tenere alto il
vessillo sportivo della più marinara provincia d’Italia.
Nella scherma, la città di Mazara del Vallo, fucina di vecchi e
giovani talenti, è riuscita a porsi all’attenzione degli
ambienti di vertice di questa nobile arte, per le notevoli
capacità organizzative dei suoi dirigenti e per il valore dei
suoi schermitori.
La ginnastica agonistica, esaltata dalle iniziative e
dall’impulso dato per decenni da Ettore Daidone e Luigi Bruno a
Trapani e da Giuseppe Culicchia a Marsala, ha raggiunto alti
livelli tecnici. Tonino Monaco, Francesco Croce sono stati gli
alfieri prestigiosi di quest’affascinante disciplina del
movimento, ove l’estetica s’identifica con l’arte. La Malvina
Erice, l’Athlos Trapani, i Diavoli Rossi Marsala, sono stati i
sodalizi che hanno impresso al movimento ginnastico trapanese un
grandissimo impulso e un imprevedibile sviluppo. Esse, tutt’ora,
sono presenti nelle più importanti competizioni regionali e
nazionali.
Dai primi fermenti per il Volley, alle appassionate cure che
dedicarono a questo sport i proff. Fiorino, Ettore Daidone ed
altri l’attesa per i primi successi non tarda ad arrivare. I
pionieri presto gioirono di felicità per le vittorie
conquistate, sia negli incontri interscolastici che in quelli
intersocietari.
I proff. Martinico e Gandolfo di Marsala, Cosimo Di Rando a
Erice e Saverino a Castelvetrano sono stati i maggiori artefici
dello sviluppo. Ma non va dimenticata l’opera promozionale
svolta dall’avv. Pantaleo a Partanna, da S. Bologna a
Castelvetrano, artefice anch’essi dell’escalation verso la serie
A.
La Pallamano, nata nel 1974 a Marsala e, poi trasferitasi a
Erice e Mazara, per la grande passione di alcuni pionieri (V.
Conticelli, G. Mannarà, V. Miceli) e l’entusiasmo dei suoi
praticanti, ha avuto momenti esaltanti. Consolidatasi a Mazara e
a Marsala esprime, attualmente, formazioni partecipanti alla
serie A..
Il Tiro a Volo, con le leggendarie imprese compiute da Giuseppe
Aleo, s’è affermato in Italia e all’estero. La conquista del
titolo di campione del mondo di tiro a piattello, ottenuto a San
Marino nel 1965 è stata il più prestigioso risultato.
In altri sport come il Tiro con l’Arco, le Bocce, il Karatè, il
Kick-Boxing, il Tennis, l’Ippica, la Pesca subacquea e perfino
il rugby, il nome della provincia di Trapani è volato oltre i
confini dell’Isola per conquistare non meno importanti vittorie
di quelle a cui abbiamo fratto cenno.
Tra gli sport più tradizionali e popolari il calcio rimane
sempre quello di maggior richiamo per le emozioni che sa fare
vivere alle folle di spettatori, che , nelle alterne fortune, lo
conservano nel cuor, come il primo amore.
Trapani, Marsala, Castelvetrano, Mazara, Alcamo, guidate da
nuovi dirigenti, sono i centri ove la passione non tramonta mai.
Nel ricordo dei più significativi avvenimenti avvenuti a Trapani
e provincia nel corso del secolo che, spesse volte hanno
infiammato di passione società, atleti e che hanno fatto vivere
splendidi momenti di gioia ai nostri concittadini, si accingiamo
ad affrontare l’inizio del nuovo millennio.
Con sincera amarezza dobbiamo, però, constatare che, tale
inizio, purtroppo, coincide con un grave momento d’involuzione
sportiva.
La crisi delle società locali, colonne portanti dello sport, in
buona parte dovuta all’attuale indifferenza delle istituzioni,
minaccia seriamente la loro futura sopravvivenza. Per le
comprensibili conseguenze che potrebbero ricadere sulla nostra
gioventù è d’obbligo prendere idonee iniziative di sostegno per
scongiurare tale deprecabile iattura.
Facciamo voti, pertanto, perché, anche nella terra del mulini a
vento e del vino, lo sport del futuro possa essere svolto in un
clima meno angoscioso e civile, così come tanti suoi apostoli e
sostenitori del messaggio olimpico lo sognarono e, come saggi,
avveduti, responsabili, lungimiranti Uomini di Governo,
consapevoli dei valori che tale messaggio contiene, seppero
realizzare a favore della gioventù delle passate generazioni.
E con tale auspicio desideriamo anche rivolgere i più sinceri
auguri a Salvatore Castelli, da dieci anni ottimo Presidente
provinciale del CONI di Trapani, perché continui con tenacia
nella Sua giusta battaglia contro l’indifferenza e la sordità di
talune istituzioni, a sostegno dello sport ed a difesa di quei
valori più volte citati, i quali, rimangono prioritari per la
crescita umana e civile della nostra società.
Conclusioni
Ed ora che il lavoro è terminato, se ci voltiamo indietro, non
possiamo esimerci dal fare qualche riflessione.
Tutto ciò che ha caratterizzato il nostro Paese nei suoi cento
anni di vita, conquiste sociali, tragedie, miserie e splendori,
crolli e miracolose rinascite, luci e ombre, ha avuto
significativi, eloquenti riflessi anche sullo sport.
Il nuovo fenomeno, sceso dal piedistallo dei primi aristocratici
circoli ove veniva praticato all’inizio del secolo, nel graduale
avvicinarsi alla gente comune, per offrirsi come servizio,
progressivamente è penetrato nel tessuto sociale del Paese
medesimo; non ha tardato a divenire rifugio e sollievo nel
tormentato uomo di questo secolo industrializzato che,
nell’atteso evento sportivo della domenica, o nella più
impegnativa personale partecipazione alla competizione
agonistica, oppure nel piacevole passatempo di un’attività
fisico-sportiva delle ore libere, ha potuto ritrovare se stesso
senza alcun condizionamento.
E se lo sport, nel corso del tempo, ha palesato delle
deficienze, dei problemi, delle distorsioni ed è stato anche
vittima di strumentalizzazioni o di croniche insufficienze,
particolarmente nella scuola, ove non è ancora riuscito a
inserirsi pienamente ed a coinvolgere la totalità dei giovani,
ai fini dell’avvenimento alla pratica sportiva, tuttavia ha
sicuramente avuto indiscutibili meriti che abbiamo tentato di
evidenziare in un contesto storiografico inerente lo sport di un
secolo nella provincia di Trapani.
Nel quale, gli argomenti trattati e gli eventi portivi che si
sono verificati, ci hanno offerto l’occasione e la possibilità
di scoprire non soltanto le motivazioni sociali, psicologiche,
culturali, sportive, che ne hanno determinato la crescita su
tutto il territorio, ma anche i grandi valori di libertà, di
fratellanza, di cultura, di promozione sociale che ha espresso
ed il contributo intellettivo, fisico, morale dato ai nostri
giovani per la loro formazione umana.
Valori questi che certamente hanno postulato la sua
insostituibile funzione nel secolo di cui ci siamo occupati: il
ventesimo.
Con tale convinzione facciamo voti perché lo sport del futuro,
già sancito come diritto d’ogni cittadino, possa essere ancora
più inteso come accesso ad una concezione di vita armonicamente
articolata nell’impegno dello spirito, della mente e del corpo.
E che, infine, a cominciare dalla scuola, matrice ideale per la
sua diffusione, possa essere praticato dal maggior numero
possibile di studenti, non soltanto per il diletto di “fare
sport”, ma anche come strumento di arricchimento culturale.
Prima di spegnere i fari vogliamo sottolineare una fondamentale
lezione che lo sport, ancora oggi, continua a darci: quella
della lealtà, della correttezza, del superiore dominio di se
stessi, del civile rispetto dell’avversario, del fair-play,
espressioni, queste ultime che, con la rituale stretta di mano
suggellano un’amicizia durevole e sincera.
Convinti come siamo dell’utilità della sua libera pratica ci
permettiamo consigliarlo a tutti, augurando ad ognuno di viverlo
dall’infanzia alla maturità avanzata, come momento lieto della
propria esistenza.
Perché esso, sia nell’esultanza della vittoria, come nella
delusione della sconfitta è un’esperienza umana che lascia il
segno e, come le belle favole, si ricorda sempre con piacere e
con nostalgia.
E le fiabe, come i sogni, i giochi, le speranze, gli ideali
giovanili, il primo amore, vengono gelosamente custoditi nel
cuore degli uomini, in fondo in fondo eterni fanciulli.
Con questi sentimenti siamo lieti constatare che, nonostante i
cent’anni trascorsi, su un percorso spesso accidentato, lo
sport, anche in questo nostro bel paese cosparso di bellissimi
mulini a vento e di meravigliosi vigneti, grazie a generosi,
entusiastici Uomini di ieri e di oggi, che in esso hanno creduto
e credono, continua a vivere, palpita, fa soffrire ed esalta, si
ripropone con le stesse speranze e con gli stessi sogni cullati
dai pionieri che lo praticarono e lo divulgarono con duri
sacrifici, ferrea volontà, grande impegno.
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