Lo Sport nella Provincia di Trapani Nel XX Secolo

LO SPORT NELLA PROVINCIA DI TRAPANI NEL XX SECOLO

a cura di Ignazio La Cavera

Al lettore Dopo la precedente ricerca dal titolo “Cenni storici sullo sport d’Italia nel XX secolo”, apparsa sull’organo sportivo CONI-NEWS, (nn.7-8-9 e 10 del 1998), nell’intendimento di dare un ulteriore contributo culturale alla collettività sportiva trapanese, particolarmente alle nuove generazioni, mi sembra opportuno offrire anche un’idea sul nostro sport, sui principali avvenimenti sportivi, sulle iniziative agonistiche realizzate, nello stesso arco di tempo, sui protagonisti più prestigiosi e, soprattutto, sul ruolo esercitato dallo sport medesimo a favore della crescita civile e umana della nostra società nei cent’anni trascorsi.

Il sintetico “revival” predisposto, che richiama alcune testimonianze riportate su un mio libro-diario sullo sport trapanese nel XX secolo, viene presentato in coincidenza della celebrazione del Giubileo dell’anno Domini 2000.

La lieta circostanza, infatti, è un’inconsueta occasione offertami per poter ribadire come molti valori sociali e umani insiti nello sport collimino perfettamente con molte delle finalità universalmente perseguite dalla Chiesa Cattolica.

L’amicizia, la fratellanza, la solidarietà, il rispetto degli altri, il fair-play, il rifiuto del razzismo, la capacità di porsi al di sopra di concezioni politiche o religiose diverse, costituiscono l’essenza dello sport di decubertiana memoria.

Questi valori che i pionieri dello sport della nostra provincia seppero intraprendere nella loro purezza, condivisi, peraltro, dalle generazioni successive, non dovrebbero essere dimenticati o dispersi.

Me lo auguro sinceramente e spero di poter raccogliere il Vostro gradito consenso.

Prof. Ignazio La Cavera

DAI PRIMI ANNI AL VENTENNIO

Nella nostra provincia, fortemente ancorata al passato e alle vecchie tradizioni, con uno sviluppo socio-economico precario e un livello di cultura generalmente basso, indisponibilità di impianti e difficoltà di ordine finanziario, hanno rallentato l’espandersi dello sport. All’inizio del secolo, per effetto di significativi fermenti sociali di progresso e di novità registrati soprattutto tra le classi più popolari del trapanese, cominciarono ad essere praticate, a livello amatoriale e successivamente agonistico, alcune attività sportive come il calcio, il podismo, il ciclismo, le corse dei cavalli. Richiamarono, via via più numerosi molti esuberanti giovani i quali, grazie alle naturali doti fisico-atletiche, all’impegno che profusero, ai sacrifici che affrontarono per la gloria di confrontarsi fra loro, e per il fascino della competizione, conseguirono risultati che, all’epoca, potevano essere risultati esaltanti.

Di quei nascenti sport popolari e di altri nobili come la scherma, ci parla con lucida memoria ed immutata passione ancora giovanile, l’illustre avvocato Giacomo Pappalardo, vecchia e bella figura di sportivo trapanese, purtroppo scomparso, in un suo applaudito saggio, presentato al Panathlon di Trapani la sera del 18/3/1966.

Dell’avvincente cavalcata sullo sport dell’epoca, ricca di personali ricordi, emergono simpatici personaggi, atleti e dirigenti, dei quali probabilmente non sarebbero rimaste tracce. Abbiamo fatto tesoro del pregiato lavoro con un grato pensiero per l’autore che ci ha consentito rilevare quanto mai accidentato sia stato il terreno che la ferrea volontà di pochi ma tenaci pionieri seppe spianare lentamente e quante incertezze, delusioni miste a gioie, furono riservate a coloro che per primi, praticarono e propagandarono lo sport nella nostra provincia.

Nell’appassionante descrizione riappaiono le figure del barone Turi di S. Malato e del figlio Athos, mitici spadaccini che, anche all’estero, tennero alto il prestigio della scherma italiana , del primo: maestro militare di scherma Vaka e della prima sala d’armi civile del maestro Marini, frequentata dai giovani trapanesi Barresi, Curatolo, Pappalardo e dal marchese G.Platamone; quest’ultimo che si distingueva per vivacità, intuito, bravura fu un apprezzato sportivo.

Ai sopra citati maestri non dispiaceva esibirsi nei teatri o scendere in pedana per sostenere talvolta accademici, tal’altra vibranti assalti, alla presenza dei loro allievi. Non era raro assistere ad incontri tra genitori e figli.

Nella nascente Società Canottieri con sede in Ronciglio, i più validi appassionati del remo furono Gaspare Burgarella e Bartolomeo Augugliaro; quest’ultimo emergeva anche nel tiro a segno.
Nelle prime gare nazionali di questo sport, organizzate a Roma, presso il poligono della Farnesina, l’Augugliaro e l’altro ottimo tiratore Agostino Burgarella Biaggini, diedero lustro alla città di Trapani.

Il prof. Ugolino Montagna e Abele Mazarese, quest’ultimo brillante calciatore, nonché fondista, si contesero il primato circa la paternità dell’introduzione del calcio nella città falcata, avvenuta attorno al 1905-1906. Nel 1907la prima società calcistica fu l’U.S. Trapanese , presieduta dal marchese Plamone, con capitano Tonino Tosto e portiere Filippo Liparotti. Frattanto sorgeva un altro club agonista, l’Erice, nel quale giocavano il giovane Sperti come capitano e Giovanni Mineo come portiere.

Queste due società primogenite, in occasione del 50° Anniversario dello sbarco di Garibaldi a Marsala, vennero invitate dal comitato promotore per sostenere un incontro dimostrativo di calcio, disputato nella zona del porto per mancanza di un altro più idoneo spazio di gioco.
Alcuni dei prima citati atleti, si distinguevano anche nelle prime corse podistiche organizzate in città o nelle vicinanze.

Abele Mazarese, Ettore Voka, Dalmazio Sperti, Giuseppe Alfieri furono i più popolari e i più applauditi corridori di fondo.

Sull’onda dell’entusiasmo altrove suscitato dalle prime corse ciclistiche, organizzate dalla Gazzetta dello Sport e dai campioni dell’epoca, anche a Trapani affiorarono i primi fermenti per la bicicletta e per le corse. Nel 1909 venne organizzata dall’U.S. Trapanese la prima gara ciclistica sul percorso Trapani- Vita- Salemi- Marsala. Tra i pochi iscritti, in gran parte palermitani, figuravano i locali Ignazio Lamia e Salvatore Termini; Al traguardo d’arrivo, collocato a Porta Nuova, Marsala, giunsero solo n.8 corridori, tra i quali i due trapanesi, classificati 7° e 8° posto (leggasi ultimo e penultimo), con immensa delusione per i loro amici portatisi a Marsala per applaudire la loro impresa.

Anche a Marsala la smania per la bici diviene di moda; rientra tra l’esternazione dell’epoca per l’art noveau d’ispirazione inglese.

Il veloce club velocipedistico sorto in quegli anni, presieduto da J Woodhouse jr, era una di quelle esternazioni moderniste.

Tra i più ferventi corridori che vi militavano, facevano spicco Cappitelli, Bertolini, N.La Cavera , Brown .

Gli spessi discendenti d’Albione, che nei loro colleges avevano appreso il calcio, trasferitisi a Marsala per il commercio del vino, nei loro bagli, fornivano conoscenze tecniche sul gioco del pallone ai loro impiegati e operai; insegnarono ai neofiti l’arte dei primi calci e crearono il Marsala F.C.- Foot ball con presidente Enrico Clark.

Va fatto risalire al 7 gennaio 1912 il primo incontro amichevole tra i cugini trapanesi e marsalesi, vinto dai primi per 4 a 1.

Per l’U.S. trapanese giocarono: Carignani, Piazza, Giulio e Giuseppe Messina, Jara, Baudo, Benedetto e Giacomo Pappalardo, Ronco, Mazarese; per la Liljbeum Marsala scesero in campo: Curatolo 1°, Ippolito, Cappitelli, Trith, Woodhouse e Wood ( trio inglese), N.La Cavera, Ettore, Bertolino, Di Stefano e Curatolo 2°.

La scarsa disponibilità di documenti esistenti, non ci consente, purtroppo, di ricordare altri personaggi dello sport di allora, magari di rilievo, i quali , per il lungo tempo passato sono immeritatamente caduti nell’oblio unitamente alle loro imprese. Ce ne rammarichiamo sinceramente.
La prima guerra mondiale richiamò i giovani d’allora a ben altri doveri. Al suo termine, con la ripresa delle attività sportive emergono nuove figure di atleti, nuovi dirigenti, nuove società sportive.
Il ventennio fascista fu un momento in cui molta attenzione venne riservata allo sport e alla gioventù.
La “CARTA DELLE SPORT”, proclamata il 30/12/1928, stabiliva compiti e rapporti tra enti preposti all’attività ginnica e sportiva della gioventù.

Sotto egida delle organizzazioni del regime :O.N.B. (Opera Nazionale Balilla), trasformata più tardi i G.I.L. (Gioventù Italiana Littorio), fasci giovanili di combattimento (F.G.C.), gruppi universitari fascisti (G.U.F.), Dopolavoro, successivamente trasformato in E.N.A.L. (Ente Nazionale Assistenza Lavoratori) e dalle singole federazioni controllate dal CONI, vengono organizzati e disputati campionati per tutte le età e per tutte le categorie : criterium, saggi ginnico sportivi, leve, ludi, agonali, gran premi, selezioni, concorsi ginnici, campi Dux, raduni nazionali per dopolavoristi, pre littoriali, littoriali dello sport per studenti universitari, stage di allenamento, raduni di selezione etc.. E’ un fervore martellante di iniziative ginniche e sportive che coinvolgono tutti i giovani.

Nonostante la scarsezza di impianti e di specifiche attrezzature molti si impegnano generosamente, e con grande volontà e passione ottengono ottime prestazione che inorgogliscono sia i dirigenti delle varie organizzazioni che le masse sportive.

Per verità storica va però evidenziato che, prima della proclamazione della CARTA DELLO SPORT, attività di antiche tradizioni , come il calcio, le corse dei cavalli, il podismo, il ciclismo, la scherma, riuscivano a suscitare interesse e passione anche in vasti strati sociali .

Nel calcio, vecchio e popolare sport, la città falcata, primogenita in provincia, e Marsala, memore delle esperienze calcistiche vissute al tempo dei maestri inglesi ritornavano a confrontarsi in sempre più vivaci derby, finalizzati alla conquista della supremazia calcistica, così come avveniva in ogni altro settore sociale, economico e culturale.

Incontri talvolta vittoriosi furono svolti dalle squadre dei due più importanti centri della provincia, contro le più forti rappresentative siciliane dell’epoca o contro rappresentative straniere di navi in transito dai due porti. Più tardi l’attività fu svolta nell’ambito delle iniziative patrocinate dalla F.I.G.C. .

Il ciclismo negli anni 1920/1925, visse uno dei suoi più magici e irrepetibili momenti. Francesco Barbalonga , idolo dei trapanesi e il marsalese Emanuele Calj’, suo degno emulo, con prestigiose vittorie conquistate in Sicilia e altrove, riscuotono simpatia e ammirazione nel mondo del pedale.

Per la loro popolarità e i notevoli meriti ciclistici riescono a partecipare con il supporto economico di private sottoscrizioni, al XXIII Giro d’Italia, il primo e a quello dell’anno successivo E. Calj’ (1926).

Le buone affermazioni di entrambi faranno esultare di gioia i loro rispettivi sostenitori dell’impresa ciclistica.

Nell’automobilismo siciliano dell’epoca, la cui massima espressione era la Targa Florio, il Duca Salvatore Curatolo di Trapani, in coppia con S. La Luce, nel 1923 vince a Caltanissetta la Coppa Nissena, ; più tardi Ciccio Santarelli, ingegnoso meccanico con la passione delle corse è l’uomo nuovo che con Toto Arena e Ciccio Minaudo, darà all’automobilismo trapanese un nuovo impulso.

Le corse dei cavalli berberi o di cavalli montati da fantini, che costituivano importanti occasioni di aggregazione sociale, nel periodo sopracitato furono molto sentite; richiamarono grandi folle di appassionati , particolarmente in occasione delle feste del Patrono delle varie città.. Tra le più prestigiose scuderie si distinguevano quelle dei fratelli Tartamella di Trapani e dei Chirco di Marsala.

I Chirco allevarono “Bizzarro”, famoso e mai battuto cavallo, protagonista delle imprese più inverosimili; l’immaginario popolare ne fece un mito e lo soprannominò “OCEDDRU”per l’impareggiabile velocità di cui era dotato. Di quel fascinoso mondo dei cavalli, degli episodi talvolta eccessivi , deprecabili o ilari, che contraddistinsero quelle corse, è rimasto soltanto……..

Nelle saltuarie manifestazioni di atletica leggera, organizzate negli anni ’20 dalle società sportive esistenti (A.S. Trapani, S.C. Club Vittoria, Vigor Trapani, SC Marsala, Savoia, Virtus, U.S. Sibilla Marsala, Esperia Castelvetrano) , valorosi atleti dalla naturale vocazione per la regina degli sport si incontrarono, con grande spirito agonistico per il gusto della vittoria . Epiche furono le gare disputate tra trapanesi e marsalesi .

Emersero il fondista G. Tipa, il velocista V. Papa, i fratelli Titta e Giuseppe Amilcare Oddo, tenace marciatore e poliedrico atleta, il velocista mazarese Napoli, quello marsalese Totò Spanò, V. Gentile di Castelvetrano (padre dell’olimpionico Giuseppe Gentile), Santangelo; più tardi, tra le leve più giovani emergono Mario Ritondo e Bartolomeo Sorrentino, ottimi velocisti che fecero onore alla nostra atletica leggera; e, poi L. Cardella , Giovanni Oddo, Gabriele Todaro, Enrico Caruso, Simone Sanicola, splendido e generoso fondista, G.Poma, R. Cernigliaro, G. Volpi, U Saura, G. Bonfiglio, I. La Cavera, L.Salemi ed altri ancora.

Da evidenziare che nei primi anni venti, l’Atletica leggera, si esprimeva nelle gare di podismo e di velocità. Solo successivamente le attività atletiche vengono allargate ai salti ed ai lanci.
Le sezioni del Tiro a segno di Trapani e Marsala realizzarono un’intensa attività addestrativa ed agonistica.

Nei poligoni di tiro della Caserma Vittorio Emanuele di Trapani ed in quello di Marsala, sito lungo il viale Piave, si prepararono brillanti tiratori con il fucile e con la pistola.

Nel 1927, alla Gara Internazionale della Farnesina (Roma), Marsala si afferma con la squadra di Oreste Sartorio; l’Ammiraglio Bizzarri ed il rag. Pietro Torrente di Trapani, per molti anni, evidenziano non comuni qualità di tiratori e s’impongono nelle più significative gare regionali e nazionali di Tiro a Segno.

Nella Scherma, sport di antiche tradizioni, come più volte affermato, si mettono in luce Ravazza e Goffredo Adragna; quest’ultimo, a Torino, conquista il titolo di Campione Universitario di spada dell’anno 1925.

Marsala, con il tenente del bersaglieri Pasquale Palmeri non è inferiore al capoluogo. Nello stesso 1925, l’ufficiale, nelle gare organizzate dal Corpo d’Armata d’appartenenza conquista la medaglia d’oro ed ai Campionati Nazionali Militari di Cremona si assicura meritatamente il 1° posto nella classifica di Fioretto, spada e sciabola. Ai Campionati siciliani, organizzati dalla Federazione Nazionale guadagna il 3° posto nella finale di sciabola.
Un popolare nuotatore mazarese si distingue nel nuoto veloce.

Nicolò Mandina, soprannominato “l’uomo dalle mille lire”, fu il pioniere dello stile CRAWL nella nostra provincia. Con la sua classe ed il suo notevole vigore atletico dominò in diverse edizioni della Coppa Scarioni, disputate in Sicilia ed in Campania.

Tra i delfini marsalesi di quel periodo da ricordare G. Rizza ed il bersagliere Indelicato, sempre vittorioso, quest’ultimo, nelle competizioni provinciali.

Tra il 1928 ed il 1931 un lievito particolare fermenta nell’atletica leggera per merito dei fratelli Titta, Giuseppe e Amilcare, e Giuseppe Oddo.

La passione di questo trio di impareggiabili pioniere per la regina degli Sport, delle cui specialità studiano i metodi di allenamento, prima teoricamente, poi praticamente e li fanno applicare ai numerosi giovani che frequentano i loro laboratori all’aperto ( Campu Nozzu e strada dei porci ), contribuisce a ingrossarne le file.

Giovanni è l’atleta naturalmente più dotato, particolarmente nei salti; per le sue non comuni qualità, anche organizzative, viene incaricato dirigente sportivo provinciale del tempo che oggi equivarrebbe a presidente del CONI.

L’atletica leggera per diversi anni, sia per le sue ammirate imprese atletiche, e per le particolari attenzioni che vi dedica, vivrà il suo più magico momento. Il periodo tra il 1933 e il 1939 fu il più ricco di avvenimenti.

Nel 1934, Oddo, alfiere dello sport universitario siciliano, conquista il titolo di littore per il salto triplo, che riconferma nel 1937, anno in cui si classificherà anche al 3°posto nei campionati italiani assoluti. Ma altri giovani atleti trapanesi lasciarono un ottimo ricordo su piste e pedane siciliane, della Campania e del Paese.

Mario Ritondo, grande velocista, Nanai Cardella, ottimo saltatore in lungo, che a Barcellona, in Spagna, in rappresentanza dell’Università di Bologna, batterà il campione di quella università, S.Sanicola, tenace fondista, saranno le migliori espressioni dell’A.L. Trapanese.
Alla prestigiosa designazione ricevuta Oddo designerà le sue migliori energie al fine dello sviluppo di ogni settore sportivo.

La lotta Greco-Romana, e il pugilato, affidati a Nanai Tortorici, avranno un notevole impulso.
Nella palestra Paolo Malanca, ma anche nei centri di periferia, verranno preparati ottimo pugili come Impellizzeri, N. Abate, Culcasi, Sorrentino e Li Calzi di Marsala e lottatori come Giuseppe Mineo, Aristide Malato, E Basciano, Li Causi e Sipione a Marsala. Impellizzeri diventerà il boxer di punta; Egli, dopo aver vinto la selezione per la formazione della squdre azzurra alle olimpiadi di Berlino verrà escluso per motivi di … meridionalità.

Giuseppe Mineo fu il migliore lottatore che, nel 1939, Milano riuscì a classificarsi al 2° posto ai campionati italiani di 2^ Categoria.

Anche il pattinaggio artistico e su strada affidato pure a N. Tortorici, non fu trascurato.
L’attività tennistica, dopo l’inaugurazione del Circolo del Tennis di Trapani, avvenuta il 13 maggio 1928, venne continuata in un secondo campo sorto nel 1934. Su tali campi, parecchi tra i migliori giocatori italiani e stranieri, si esibirono in interessanti incontri, nei quali, anche Giacomo Pappalardo, alfiere del tennis trapanese, tenne alto il prestigio locale.

La ginnastica, particolarmente quella a corpo libero, o con piccoli attrezzi, veniva praticata nell’ambito dell’O.N.B. e dei dopolavoro.; caratterizzava i saggi ginnici scolastici di fine anno e costituiva anche un importante parametro ai fini della valutazione tecnica della squadre partecipanti ai concorsi ginnico-sportivci che si svolgevano a Roma in occasione dei campi dux o nei concorsi dopolavoristici nazionali.

Leali, ma accanite lotte venivano ingaggiate tra le squadre trapanesi, con capo squadre G.Basciano e marsalesi, con capo squadra G. Parisi; il premio per cui si competeva era il conseguimento della posizione migliore nella classifica nazionale.

Nel nuoto, sotto la guida tecnica dell’allenatore Letterio Malambrj’,, venne approntata una forte squadra di delfini della quale facevano parte i trapanesi M.Di Marco, U. Saura, L. Mineo, L.Carpitella, Giovanni Calandro, M..Marrone, N.Cassata, E. Uccellatore e V. Tartaro (Tuffi) e i marsalesi G. Coppola, D.Mineo, E Rallo, A.Riti, G.Hoffstetter, E.Rizza, O. La Cavera. Alcuni dei citati nuotatore, per diversi anni e per i risultati agonistici e tecnici conseguiti, prevalsero in Sicilia ed ottennero anche buone affermazioni in ogni parte d’Italia.

Le affermazioni di quei delfini, purtroppo non vennero mai più ripetute.

Dopo la stasi determinata dalla scomparsa dalle scene ciclistiche di F. Barbalonga e di Emanuele Calì, Pippo Basciano ed Umberto Maisano un più razionale indirizzo organizzativo e promozionale al mondo del pedale; nell’ambito della velo Trapani il ciclismo riacquista una nuova efficienza. Anche i fratelli Calj’ a Marsala si adoperano per il rilancio della popolare attività sul solco delle tradizioni.

Emergono S. Gianguzzi, Navette, Fontana a Trapani, Sorrentino e Ballatore a Marsala, Terranova a Mazara.

Le più belle manifestazioni sportive dei quegli anni non avevano nulla da invidiare a quelle delle più grandi città dotate di adeguate attrezzature e impianti. Vanno ricordate: I Campionati regionali di nuoto (1934), svoltisi al porto di Trapani, che per l’occasione, venne trasformato in piscina, sfarzosamente illuminato per lo svolgimento delle gare notturno, nelle quali i delfini locali conseguirono tante vittorie; Le due edizioni dei “Ludi trapanesi” (5 giorni di gare, n.1000 atleti partecipanti n.10 specialità previste); l’incontro di pugilato Trapani-Roma, svoltosi alla villa Margherita, trasformata in arena; l’incontro di atletica leggera Trapani-Palermo, per svolgere il quale il campo di via Spalti venne trasformato e dotato di piste in carbonella, pedane etc.; Campionati nazionali di lotta greco romana (1938), che per l’ottima riuscita fruttarono l’anno dopo la designazione di Trapani come sede di svolgimento dell’incontro Italia-Ungheria, il cui esito organizzativo tecnico e propagandistico fu clamoroso.

Altre importanti manifestazioni arricchirono, allora, i programmi di sviluppo sportivo a favore della provincia.

Dalle corse ciclistiche disputate sulle strade provinciali, o in quelle a circuito chiuso, sull’anello della via G.B. Fardella, a Trapani, o al Capo Boeo a Marsala , alle gare di pattinaggio , di nuoto, di scherma, di basket, di pallanuoto, ai tuffi, alla ginnastica artistica, fu un fiorire di attività che significarono anche una formidabile lotta contro le difficoltà derivanti dalle ridotte attrezzature disponibili.

La Palestra, unico vibrante giornale sportivo della provincia, fondato e diretto da Giuseppe Amilcare Oddo, con i suoi magnifici articoli, infervorò le coscienze della gioventù, e propugnò la bellezza dello sport. Furono tanti i giovani che, sotto la spinta emotiva prodotta dall’indimenticato foglio rosa , si avvicinarono alle attività sportive.

La provincia non fu meno del capoluogo con i suoi ottimi dirigenti responsabili, Peppino Marino e Giuseppe Parisi, furono i migliori a Marsala . Il primo grande animatore di tutte le attività ginnico sportive, per l’impegno profuso con tenace volontà di vecchio alpino, rimane tuttora nella memoria popolare; Parisi, già punto di forza della prima generazione dello sport club di Marsala ,successivamente apprezzato e dinamico dirigente dello stesso sodalizio, fu anche un pilastro dell’ENAL (dopolavoro), influente struttura socio politica dell’epoca.

Anche alcuni ex atleti parteciparono attivamente per il potenziamento di talune attività sportive: Totò Spanò per il calcio, Bartolomeo Sorrentino per l’atletica leggera e la pallacanestro, i fratelli Caly per lo sport del pedale, Pietro Lombardo, maestro autodidatta di scherma, Ernesto Ievolella, per la boxe, Osvaldo La Cavera per la pallacanestro femminile e il nuoto. Altri ancora diedero il loro importante contributo favore dello sport.

Mazara, Castelvetrano, Alcamo, si distinsero per la volenterosa operatività nei settori più vari, compatibilmente alle strutture disponibili. Purtroppo , travolto da eventi passati della storia, il nostro Paese nel 2140, piomberà ancora, e per 5 terribili anni, nella follia della guerra che tante tragedie porterà agli italiani; più grave tra tutte la scomparsa della più bella gioventù eroicamente immolatasi sui campi di battaglia nell’adempimento del dovere.
La disastrosa conclusione lascerà a brandelli anche la nostra provincia.

LO SPORT POST BELLICO

Cessate le vicende belliche della seconda guerra mondiale, che avevano provato duramente il paese e la provincia di Trapani, nel 2145, rinasce una nuova libera coscienza libera nazionale con connotazioni autentiche democratiche.

Si ridesta nei giovani il naturale anelito per lo sport e per la competizione con un nuovo spirito di amicizia e di solidarietà. Onde assicurare la ripresa della pratica sportiva vengono riorganizzate vecchie società sportive, sorgono nuovi sodalizi dilettantistici in sostituzione delle cessate istituzioni create dal regime fascista.

I nuovi centri di aggregazione divengono le nuove strutture ove l’esercizio dello sport è tra le attività più richieste. Il libero associazionismo in sintesi riuscirà ad interessare e a coagulare gli interessi non soltanto dei giovani ma anche di altri cittadini che desiderano fare sport o altre attività per l’impegno del tempo libero. Purtroppo la scuola stenterà a garantire pienamente l’avviamento dei ragazzi allo sport e a trovare il modulo adatto alle loro esigenze ed ai loro desideri.

Il graduale avvio degli studenti alla pratica sportiva, il cosiddetto “Sport della scuola”, avverrà dapprima nell’ambito dei “Gruppi Sportivi Scolastici”, costituiti negli anni cinquanta in poi, successivamente, con l’istituzione dei “ Giochi della Gioventù”, sulla base di accordi tra CONI e Ministero della P.I. risalenti al 1968.

L’innovazione riscuoterà favore ed entusiasmo anche nelle famiglie che cominceranno a rendersi conto della necessità e dell’utilità formativa ed educativa dello sport nella scuola. L’importante iniziativa sarà l’occasione per fare socializzare più compiutamente i giovani, per are gruppo, soddisfare quella loro profonda esigenza d’amicizia. Per favorire il proselitismo sportivo tra i giovani sarà anche opportuno creare altre strutture di supporto alla scuola, al CONI, alle varie Federazioni. Tali progetti verranno gradualmente realizzati su tutto il territorio nazionale, compresa la nostra provincia.

Sorgono, così, e si affermano i vari Enti di Promozione Sportiva, organismi collaterali ai diversi partiti politici, i quali, pur nell’ottica delle istituzioni che li hanno generati, perseguiranno programmi utili alla crescita della società civile e del movimento sportivo. I maggiori di questi enti sono:

  • A.I.C.S. – Associazione Italiana Cultura e Sport;
  • A.C.S.I. – Associazione Enti Sportivi Italiani;
  • C.N.S. FIAMMA – Centro Nazionale Sportivo Fiamma;
  • C.N.S. LIBERTAS – Centro Nazionale Sportivo Libertas;
  • C.S.I. – Centro Sportivo Italiano;
  • E.N.D.A.S. – Ente Nazionale Democratico di Azione Sociale;
  • P.G.S. – Polisportive Giovanili Salesiane;
  • U.I.S.P. – Unione Nazionale Sport Popolare;
  • U.S. ACLI – Unione Sportiva Associazione Cattolica Lavoratori Italiani;
  • C.E.S.N. – Centro Educativo Sportivo Nazionale.

Per potere promuovere attività motorie, ludiche e di graduale avviamento allo sport dei ragazzi di età compresa tra i 6 e i 14 anni, nel rispetto della loro realtà evolutiva, il CONI istituirà i “Centri Coni”, “Centri Olimpia” e i “Centri di avviamento allo sport”, strutture affidate agli Enti Locali, alla scuola e alle società sportive.

Le attività previste nei rispettivi programmi saranno mirate alla formazione fisica di base, alla polisportività ed escluderanno una nociva precoce selezione. Attraverso un razionale percorso, l’allievo, gradualmente, dalle più semplici attività potrà passare ad attività più impegnative di carattere presportivo e sportivo. A livello agonistico il rinnovamento dello “Sport nazionale” sarà riservato al CONI, alle Federazioni, al CUSI (Centro Universitario Sportivo Italiano), alle Forze Armate.

Queste istituzioni predisporranno, con le loro strutture, programmi agonistici e di specializzazione, campionati, incontri e cureranno la partecipazione azzurra ai grandi appuntamenti nazionali ed internazionali.

Gran parte di ciò che è stato realizzato nel Paese a favore dello sport, dopo il secondo conflitto mondiale, non poteva non coinvolgere e riflettersi sul nostro territorio.

L’intelligente opera e impulso dati al movimento sportivo di frontiera dalla classe dirigente trapanese hanno agevolato la ripresa dell’interrotto cammino nel settore sportivo, pochi decenni sono stati sufficienti per allinearsi ai più evoluti centri dell’Isola, sulla scia di antiche tradizioni.

Giacomo Basciano, Presidente provinciale del CONI per oltre trent’anni, Isidoro Costantino, Coordinatore di E.F.S. al Provveditorato agli Studi di Trapani, indimenticate, popolari, carismatiche figure di autentici sportivi, furono punti di riferimento insostituibili nel mondo dello sport trapanese.

Con umanità, passione, competenza, contribuirono alla sorprendente crescita del settore: Nei rispettivi ruoli, si prodigarono incessantemente per ricreare un efficiente tessuto associativo e organizzativo idoneo alla realizzazione d’ogni attività nell’ambito sociale e scolastico e per promuovere iniziative d’ogni genere ai fini dello sviluppo e del potenziamento dello sport ad ogni livello.

Tra i momenti più esaltanti vanno ricordati le circa n. 30 edizioni dei Campionati Studenteschi di atletica leggera disputate sulle piste del Campo scuola di Trapani, le importanti manifestazioni promosse dall’ENAL Trapani, il Trofeo Sicilia, la cui ultima edizione venne ospitata a Marsala, dal 12 al 22 maggio 1997, con la partecipazione di oltre n. 1000 atleti studenti ai quali, la città Lilibetana seppe dimostrare una maturità sportiva e civile di altissimo livello: i Giochi della Gioventù, sempre organizzati a Trapani, ad eccezione degli anni 1995 e 1996 che videro la loro splendida realizzazione a Marsala in due indimenticabili edizioni.

L’impegno del CONI e dei suoi dirigenti, vecchi e nuovi, della Scuola, delle Federazioni sportive, degli Enti di Promozione sportiva, la maggiore attenzione rivolta allo sport da parte della Regione Siciliana e dagli Enti Locali, la realizzazione di stadi, palazzetti, palestre e lo stimolo di Enti di servizio, come il Panathlon, l’importante ruolo di propaganda e di stimolo della Stampa locale e del periodico di sport e cultura CONI-NEWS, del Comitato provinciale di Trapani, nato negli anni novanta per volontà dell’attuale presidente Salvatore Castelli, hanno permesso allo sport trapanese di raggiungere elevati livelli.

Il cammino, spesso, è stato irto di difficoltà. Alcuni sport, per particolari situazioni o per grosse difficoltà incontrate, o perché passati di moda, sono quasi scomparsi o si sono trasformati; altri, prima sconosciuti, si sono rapidamente diffusi per l’interesse suscitato nei giovani.

Tra i più patetici, ma anche fondamentali momenti del dopoguerra, va ricordato il grande fervore con cui vennero affrontate le prime iniziative per la pratica dell’atletica leggera, settore nel quale, come abbiamo già sottolineato, la provincia, nell’anteguerra, aveva scritto belle pagine.

Verso gli anni 1950 vengono fondate a Trapani la S.S. Enrico Caruso (promotore l’ex campione di salto in lungo Nanai Cardella) e, subito dopo, l’Atletica e l’ENAL Trapani; queste due ultime per volere del prof. Vincenzo Basciano e dell’allora direttore dell’ENAL, cav. Giacomo Basciano.

In entrambi i due sodalizi, il prof. Enzo Basciano, tecnico di grande valore per la specifica cultura, compie notevoli apprezzati sforzi per il rilancio della francescana disciplina. Riesce a plasmare ottimi atleti come Saverio Catania, Nenè Piacentino, il triplista Tartamella Luciano, i lunghisti La Torre e Dragotta, il fondista Pecorella, i velocisti Ingrassia e Marini, le brave saltatrici Angelina Augugliaro, Ina Nolfo, Laura Naso e tanti altri ancora.

Su tutta la nuova elite dell’atletica del dopoguerra svettano Vittorio Guarnotta, Roberto Bonventre, Oscar Tipa, P. Rallo, rispettivamente nel salto in alto, nella velocità pura e nel salto in lungo.
Anche a Marsala, nel Gruppo Sportivo A. Damiani dell’ Agrario il prof. Ignazio La Cavera, con appassionato impegno, si prodiga per rilanciare l’atletica e per mettere sulle piste campioni così come a Mazara il prof. Aldo Saffiotti è tenace ispiratore di fondisti.
I fratelli Andrea e Vito Conticelli, dal 1965 in poi, imprimono anch’Essi una forte spinta all’atletica leggera. Per n. 16 edizioni riescono a vincere i campionati nazionali ACLI, con pregevoli atleti come A. Angileri (alto), M. Barraco e Castronovo (velocisti), S. Curatolo (lungo), A. Lombardo (ostacoli) ed altri.

Non meno lodevole e apprezzabile, nel corso dei decenni, l’efficace opera di altri sodalizi (Atletica Alcamo, Atletica Mazara, la 5 Torri Trapani). Anche in queste società si sono formati nuovi campioni che hanno conseguito apprezzabili risultati.

Il mazarese Francesco Ingargiola, oggi appartenente alle Fiamme Gialle di Roma, con i clamorosi successi internazionali nel fondo e nella maratona ha sicuramente onorato l’Italia ed il paese natio.
Tutt’ora, Egli, è una colonna portante dell’atletica delle Forse Armate che guarda con speranza e fiducia alle Olimpiadi di Sidney.

Il pugilato, per la sua spettacolarità talvolta drammatica ed il valore di magnifici pugili fioriti negli anni 50 e 60, riconquistò la simpatia delle nostre platee. L’impulso e l’entusiasmo profusi da due ex boxer dell’anteguerra, Pino Le Calze ed Enrico Parrinello di Marsala, furono determinanti per laureare numerosi campioni.

Particolarmente con Parrinello, all’epoca responsabile regionale della F.P.I., la boxe siciliana e, soprattutto, quella Liljbetana, ebbero un grande impulso organizzativo, tecnico ed agonistico. Nel 1959, da Frosinone, la TV trasmise l’incontro pugilistico, valevole per titolo di campione d’Italia, tra il Veneto e la Sicilia, della cui rappresentativa facevano parte ben 5 boxer Marsalesi. L’incontro finì a punteggio pari, ma la vittoria venne assegnata al Veneto per “preferenza”.
Giovanni Girgenti, più volte campione d’Italia, vice campione d’Europa nel 1963, olimpionico a Mosca nel 1964, con le sue straordinarie imprese, fu l’esponente più qualificato del periodo d’oro.
Attorno ebbe altri grandi campioni di scuola marsalese, come Vito Gavazza, Rosolia, Cascio, i fratelli Castelli, Minardi, Putaggio, Morana, Montalto, i quali, pur senza avere conseguito corone nazionali, onorarono il pugilato.

Numerosi altri pugili della provincia negli anni seguenti conquistarono altri titoli; si distinsero soprattutto quelli provenienti dalle società pugilistiche di Castelvetrano e Campobello di Mazara.
A cavallo fra gli anni 50 e 60, la Parrocchia dei Padri Rosminiani diviene il punto di riferimento dei giovani trapanasi ed ericini.
Lì ha inizio la grande avventura del basket trapanese.

I fratelli Peppe e Roald Vento, Giovanni Crimi, Enzo Crapanzano, Nino Fodale, Ignazio Voi, Carlo Lungaro, Mimmo Ruggirello, Giovanni Guitta, Roberto Naso, Salvatore Castelli (oggi Presidente del Comitato provinciale CONI di Trapani) e tanti altri giovani innamoratisi della pallacanestro, rimasti imbattuti per circa due anni su tutti i campi dell’Italia meridionale, vincono tre campionati consecutivamente e poi, dopo una esaltante stagione di “B” conquistano per la prima volta nella storia del basket siciliano, la serie A2.

Trapani è una città letteralmente impazzita per le gesta di questi straordinari atleti e, ancora oggi, rimane nella memoria un incontro fra la Splugen di Gorizia (serie A1) e la Rosmini Erice, disputato nella splendida cornice della Villa Margherita a Trapani, valevole per la semifinale nazionale di Coppa Italia, a cui la squadra trapanese era pervenuta dopo aver superato le fasi di qualificazione interregionale.

Il risultato finale era scontato, ma migliai di neofiti di questo sport hanno potuto godere di un spettacolo indimenticabile.

Gli ospiti, come si conviene alle squadre di rango, non hanno preso la partita sotto gamba e si sono presentati al gran completo, con i nazionali Bufalini, Merlati, Medeot e con lo spettacolare straniero Ubirathan.

Il ciclo storico della Rosmini si conclude dopo qualche anno, ma il gruppo storico, guidato dal leggendario atleta Peppe Vento (che con la sua classe insuperabile concorrerà pure alla promozione in serie A del Palermo e del Marsala), continuerà a far parlare di sé per qualche decennio, prima con l’Unione Sportiva Trapanese e poi con l’Edera Trapani.
Il ciclo storico del grande basket trapanese riprende agli inizi degli anni ottanta, quando i fratelli Vento avvicinano alla pallacanestro il Dr. Vincenzo Garraffa, a quel tempo impegnato nelle corse automobilistiche.

L’Edera si trasforma in Pallacanestro Trapani e riprende uno splendido percorso che porterà la provincia di Trapani ai vertici del basket nazionale.

Prima con la A2 e subito dopo con la A1, i trapanasi e la Sicilia intera vivono momenti esaltanti, con il Palagranata (unico impianto sportivo del meridione realizzato da privati) sempre stracolmo di tifosi provenienti da ogni angolo dell’isola.

Sulla scia dei successi della Pallacanestro Trapani, altre società della provincia riescono a portare le loro squadre, sia maschili che femminili, nelle più prestigiose serie.

Trapani, Marsala ed Alcamo, sapranno esprimere formazioni di alta qualità tecnica che, sui blasonati campi italiani e stranieri, vivranno entusiasmanti affermazioni.

La prevalente presenza di atleti locali sarà il frutto di un appassionato lavoro di preparazione svolto dai tecnici di queste società.

Alberto Cardella, massimo esponente federale in provincia, per cinquant’anni ha dato l’anima per questo sport e si deve principalmente a lui lo sviluppo del basket femminile.

Peppe Vento, atleta longevo, ancora oggi offre la sua preziosa opera di proselitismo conlo sguardo rivolto a nuovi traguardi da raggiungere.

Il marsalese Vito Grillo, scopritore di talenti, anch’egli da oltre trent’anni sulla breccia.
Il professore Lino Scalzo ad Alcamo e tanti altri appassionati cestofili di ieri ed oggi, costituiscono i pilastri di questo sport per il quale la nostra terra ha particolarmente vocazione.

Dalla popolare cronoscalata mont’Erice, giunta alla 42° edizione, alla 12 ore notturna di Campobello di Mazara, alla salita del monte Bonifacio alle più moderne corse in Kart di Kinisia, gli appassionati dell’automobilismo trapanese, sul solco delle tradizioni, hanno espresso competizioni d’apprezzabile livello tecnico ed organizzativo che hanno richiamato nelle “terre d’occidente” piloti di fama nazionale.

Nel pattinaggio i sodalizi del capoluogo hanno rilanciato il settore nel quale, fin dagli anni trenta, l’attività curata da Nanai Tortorici, raggiunse obiettivi e primati d’avanguardia. In questo sport del pattino è sorto un grande movimento che ha prodotto autentici campioni, sia tra i ragazzi che tra le ragazze. Le molteplici affermazioni ed i primati europei e mondiali ottenuti da bravissimi pattinatori, allievi degli infaticabili Salvatore Di Stefano e Roberto Stabile, entrambi ex campioni di rotellismo di valore nazionale., oggi allenatori internazionali, attestano un recente passato nel quale Anna Maria Margagliotti, campionessa mondiale e medaglia CONI al Valore Atletico, è l’espressione più alta.

Negli sport marinari, canottaggio, canoa e vela, sono stati raggiunti e, ancora recentemente ripetuti, risultati di grande prestigio in competizioni nazionali, europee, mondiali.

Spesso le vele Liljbetane hanno solcato vittoriosamente i mari del mondo ed alcuni atleti sono stati, più volte, campioni d’Italia e d’Europa. I canoisti M.Lombardo, Rizzo, Papavero, Anselmi, i canottieri Lamia e Volpe, i velisti Alessandro e Marcello Attinà, M. Noto, A. Rallo, F. Spanò, G. e M. Alagna, F. Parrinello, L. Anca e G. Buffa, tutti della Canottieri Marsala, con le loro innumerevoli vittorie hanno saputo tenere alto il vessillo sportivo della più marinara provincia d’Italia.

Nella scherma, la città di Mazara del Vallo, fucina di vecchi e giovani talenti, è riuscita a porsi all’attenzione degli ambienti di vertice di questa nobile arte, per le notevoli capacità organizzative dei suoi dirigenti e per il valore dei suoi schermitori.

La ginnastica agonistica, esaltata dalle iniziative e dall’impulso dato per decenni da Ettore Daidone e Luigi Bruno a Trapani e da Giuseppe Culicchia a Marsala, ha raggiunto alti livelli tecnici. Tonino Monaco, Francesco Croce sono stati gli alfieri prestigiosi di quest’affascinante disciplina del movimento, ove l’estetica s’identifica con l’arte.

La Malvina Erice, l’Athlos Trapani, i Diavoli Rossi Marsala, sono stati i sodalizi che hanno impresso al movimento ginnastico trapanese un grandissimo impulso e un imprevedibile sviluppo. Esse, tutt’ora, sono presenti nelle più importanti competizioni regionali e nazionali.

Dai primi fermenti per il Volley, alle appassionate cure che dedicarono a questo sport i proff. Fiorino, Ettore Daidone ed altri l’attesa per i primi successi non tarda ad arrivare. I pionieri presto gioirono di felicità per le vittorie conquistate, sia negli incontri interscolastici che in quelli intersocietari.

I proff. Martinico e Gandolfo di Marsala, Cosimo Di Rando a Erice e Saverino a Castelvetrano sono stati i maggiori artefici dello sviluppo. Ma non va dimenticata l’opera promozionale svolta dall’avv. Pantaleo a Partanna, da S. Bologna a Castelvetrano, artefice anch’essi dell’escalation verso la serie

A.

La Pallamano, nata nel 1974 a Marsala e, poi trasferitasi a Erice e Mazara, per la grande passione di alcuni pionieri (V. Conticelli, G. Mannarà, V. Miceli) e l’entusiasmo dei suoi praticanti, ha avuto momenti esaltanti. Consolidatasi a Mazara e a Marsala esprime, attualmente, formazioni partecipanti alla serie A..

Il Tiro a Volo, con le leggendarie imprese compiute da Giuseppe Aleo, s’è affermato in Italia e all’estero. La conquista del titolo di campione del mondo di tiro a piattello, ottenuto a San Marino nel 1965 è stata il più prestigioso risultato.

In altri sport come il Tiro con l’Arco, le Bocce, il Karatè, il Kick-Boxing, il Tennis, l’Ippica, la Pesca subacquea e perfino il rugby, il nome della provincia di Trapani è volato oltre i confini dell’Isola per conquistare non meno importanti vittorie di quelle a cui abbiamo fratto cenno.

Tra gli sport più tradizionali e popolari il calcio rimane sempre quello di maggior richiamo per le emozioni che sa fare vivere alle folle di spettatori, che , nelle alterne fortune, lo conservano nel cuor, come il primo amore.

Trapani, Marsala, Castelvetrano, Mazara, Alcamo, guidate da nuovi dirigenti, sono i centri ove la passione non tramonta mai.

Nel ricordo dei più significativi avvenimenti avvenuti a Trapani e provincia nel corso del secolo che, spesse volte hanno infiammato di passione società, atleti e che hanno fatto vivere splendidi momenti di gioia ai nostri concittadini, si accingiamo ad affrontare l’inizio del nuovo millennio.
Con sincera amarezza dobbiamo, però, constatare che, tale inizio, purtroppo, coincide con un grave momento d’involuzione sportiva.

La crisi delle società locali, colonne portanti dello sport, in buona parte dovuta all’attuale indifferenza delle istituzioni, minaccia seriamente la loro futura sopravvivenza. Per le comprensibili conseguenze che potrebbero ricadere sulla nostra gioventù è d’obbligo prendere idonee iniziative di sostegno per scongiurare tale deprecabile iattura.

Facciamo voti, pertanto, perché, anche nella terra del mulini a vento e del vino, lo sport del futuro possa essere svolto in un clima meno angoscioso e civile, così come tanti suoi apostoli e sostenitori del messaggio olimpico lo sognarono e, come saggi, avveduti, responsabili, lungimiranti Uomini di Governo, consapevoli dei valori che tale messaggio contiene, seppero realizzare a favore della gioventù delle passate generazioni.

E con tale auspicio desideriamo anche rivolgere i più sinceri auguri a Salvatore Castelli, da dieci anni ottimo Presidente provinciale del CONI di Trapani, perché continui con tenacia nella Sua giusta battaglia contro l’indifferenza e la sordità di talune istituzioni, a sostegno dello sport ed a difesa di quei valori più volte citati, i quali, rimangono prioritari per la crescita umana e civile della nostra società.

Conclusioni

Ed ora che il lavoro è terminato, se ci voltiamo indietro, non possiamo esimerci dal fare qualche riflessione.

Tutto ciò che ha caratterizzato il nostro Paese nei suoi cento anni di vita, conquiste sociali, tragedie, miserie e splendori, crolli e miracolose rinascite, luci e ombre, ha avuto significativi, eloquenti riflessi anche sullo sport.

Il nuovo fenomeno, sceso dal piedistallo dei primi aristocratici circoli ove veniva praticato all’inizio del secolo, nel graduale avvicinarsi alla gente comune, per offrirsi come servizio, progressivamente è penetrato nel tessuto sociale del Paese medesimo; non ha tardato a divenire rifugio e sollievo nel tormentato uomo di questo secolo industrializzato che, nell’atteso evento sportivo della domenica, o nella più impegnativa personale partecipazione alla competizione agonistica, oppure nel piacevole passatempo di un’attività fisico-sportiva delle ore libere, ha potuto ritrovare se stesso senza alcun condizionamento.

E se lo sport, nel corso del tempo, ha palesato delle deficienze, dei problemi, delle distorsioni ed è stato anche vittima di strumentalizzazioni o di croniche insufficienze, particolarmente nella scuola, ove non è ancora riuscito a inserirsi pienamente ed a coinvolgere la totalità dei giovani, ai fini dell’avvenimento alla pratica sportiva, tuttavia ha sicuramente avuto indiscutibili meriti che abbiamo tentato di evidenziare in un contesto storiografico inerente lo sport di un secolo nella provincia di Trapani.

Nel quale, gli argomenti trattati e gli eventi portivi che si sono verificati, ci hanno offerto l’occasione e la possibilità di scoprire non soltanto le motivazioni sociali, psicologiche, culturali, sportive, che ne hanno determinato la crescita su tutto il territorio, ma anche i grandi valori di libertà, di fratellanza, di cultura, di promozione sociale che ha espresso ed il contributo intellettivo, fisico, morale dato ai nostri giovani per la loro formazione umana.

Valori questi che certamente hanno postulato la sua insostituibile funzione nel secolo di cui ci siamo occupati: il ventesimo.

Con tale convinzione facciamo voti perché lo sport del futuro, già sancito come diritto d’ogni cittadino, possa essere ancora più inteso come accesso ad una concezione di vita armonicamente articolata nell’impegno dello spirito, della mente e del corpo.

E che, infine, a cominciare dalla scuola, matrice ideale per la sua diffusione, possa essere praticato dal maggior numero possibile di studenti, non soltanto per il diletto di “fare sport”, ma anche come strumento di arricchimento culturale.

Prima di spegnere i fari vogliamo sottolineare una fondamentale lezione che lo sport, ancora oggi, continua a darci: quella della lealtà, della correttezza, del superiore dominio di se stessi, del civile rispetto dell’avversario, del fair-play, espressioni, queste ultime che, con la rituale stretta di mano suggellano un’amicizia durevole e sincera.

Convinti come siamo dell’utilità della sua libera pratica ci permettiamo consigliarlo a tutti, augurando ad ognuno di viverlo dall’infanzia alla maturità avanzata, come momento lieto della propria esistenza.

Perché esso, sia nell’esultanza della vittoria, come nella delusione della sconfitta è un’esperienza umana che lascia il segno e, come le belle favole, si ricorda sempre con piacere e con nostalgia.

E le fiabe, come i sogni, i giochi, le speranze, gli ideali giovanili, il primo amore, vengono gelosamente custoditi nel cuore degli uomini, in fondo in fondo eterni fanciulli.

Con questi sentimenti siamo lieti constatare che, nonostante i cent’anni trascorsi, su un percorso spesso accidentato, lo sport, anche in questo nostro bel paese cosparso di bellissimi mulini a vento e di meravigliosi vigneti, grazie a generosi, entusiastici Uomini di ieri e di oggi, che in esso hanno creduto e credono, continua a vivere, palpita, fa soffrire ed esalta, si ripropone con le stesse speranze e con gli stessi sogni cullati dai pionieri che lo praticarono e lo divulgarono con duri sacrifici, ferrea volontà, grande impegno.

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